Due Meraviglie della Natura

Due Meraviglie della Natura

domenica 23 febbraio 2014

La leggenda Yuki-onna, la dama della neve.

In un villaggio della provincia di Musashi, vivevano il vecchio taglialegna Mosaku e il suo apprendista Minokichi.
Quell'inverno, una forte nevicata aveva steso dappertutto uno spesso tappeto bianco.
Tutto il legname nei dintorni del villaggio era stato raccolto e ai due non restava che addentrarsi nella foresta.
Attraversarono il fiume con una barca, ma mentre tagliavano la legni furono sorpresi nuovamente da una tempesta di neve.
Quando arrivarono al fiume scoprirono che la barchetta era stata portata via.
Scendeva la sera. Monaku e Minokichi non avevano altra scelta che passare la notte nella capanna del barcaiolo.
La capanna era piccola senza finestre ma il freddo passava attraverso le crepe e il vento tentava insistentemente di aprire la porta.
I due legnaioli si avvolsero nei loro mantelli di paglia e si stesero l'uno accanto all'altro nella speranza di tenersi caldi.
Alla fine riuscirono a prendere sonno.
A notte fonda, Minokichi si svegliò per il freddo e lo spavento.
La porta della capanna era aperta e il vento si era fermato.
In piedi, accanto alla porta, c'era una donna.
La sua pelle e il suo kimono erano interamente bianchi, come la neve.
I capelli e gli occhi di un nero profondo.
La dona entrò nella capanna e pareva che i suoi piedi avanzando non toccassero terra.
Si inginocchiò a lato del vecchio legnaiolo e inizio a soffiare lievemente sul suo viso.
La donna si alzò e si avvicinò al viso del giovane che notò la sua bellezza, ciò nonostante ne aveva paura.
Invece di soffiare su di lui, la donna gli sorrise scoprendo dei denti puntuti come ghiaccioli.
"Avevo riservato per te la stessa sorte del tuo vecchio amico. Ma non ci riesco. Sei così giovane e bello. Ti risparmierò la vita, Minokichi.
Ma fà attenzione: se racconterai a qualcuno quello che hai visto, lo verrò a sapere e allora te ne pentirai."
Dette quelle parole, la dama uscì dalla capanna.
Minokichi chiuse la porta perché la neve riprese furiosamente ad entrare.
Fuori nulla tradiva la presenza della dama in bianco, nemmeno le impronte nella neve.
Minokichi si chiedeva se avesse davvero visto la donna o se fosse stato un sogno.
Si avvicino a Mosaku e quando l'ebbe toccato, si accorse che era morto.
La mattina dopo il barcaiolo di ritorno dal fiume trovò Minokichi disteso nella capanna, incosciente. Accanto a lui giaceva senza vita il corpo del maestro Mosaku.

Tornati al villaggio il giovane torno al lavoro malgrado la tristezza per il maestro e non disse nulla della dama bianca che aveva visto o sognato.

In un pomeriggio dell'inverno successivo, Minokichi incontrò una giovane. Era molto bella, la salutò e fecero un pezzo di strada insieme. La giovane si chiamava Yuki, che significa neve, le disse che aveva perso i genitori e che era diretta in un villaggio lontano in cerca di lavoro.
"Immagino che tu non sia sposata, né fidanzata" azzardò Minokichi.
" E tu? Sei sposato?"
Minochiki spiega che si prendeva cura della madre e che era troppo giovane per il matrimonio.
Minochiki la invitò a casa a mangiare qualcosa e a fermarsi per la notte.
Yuki ringraziò per l'invitò e lo seguì.
Il giorno seguente Yuki non se ne sarebbe andata, i due giovani si erano innamorati.
Si sposarono poco tempo dopo ed ebbero quattro figli.
Yuki accudiva anche la madre di Minokichi che quando morì se ne andò serena.
Sapeva di lasciare suo figlio in compagnia di una sposa meravigliosa.
Il tempo passava e , sebbene i contadini invecchino presto a causa del duro lavoro, Yuki non pareva perdere la freschezza della gioventù.

In una notte d'inverno, dopo aver messo a dormire i bambini, Yuki cuciva, la luce pallida di una lampada di carta le illuminava il volto bianco.
Minokichi la osservava e disse. " Ti guardo cucire e la debole luce che illumina il tuo volto mi riporta alla memoria un fatto che capitò tanto tempo fa. Avevo allora diciotto anni e durante una nevicata avvenne una cosa strana. Vidi qualcuno, una donna bella e pallida come te ora".
Yuki disse: " Ah, è così? Parlami di lei. Dove l'hai vista?".
Il legnaiolo raccontò tutta la storia alla moglie, mentre Minokichi parlava, Yuki diventava sempre più seria e preoccupata. Fuori il vento soffiava. Quando Minokichi terminò il racconto, Yuki si alzò.
Il suo viso e le mani erano ancora più pallidi. Bianchi come la neve. Quando si avvicinò al marito pareva che i piedi non toccassero il pavimento.
"Non è stato un sogno" esclamò quella donna ero io!. E ti raccomandai di non dire a nessuno quanto era accaduto.
Hai tradito la mia fiducia e meriteresti di morire in modo orribile come ti ho promesso. Ma non posso ucciderti Minochiki. Non posso restare oltre, devo lasciare te e i miei figli. Perché lo hai fatto Minokichi? Perché?
La donna gridò di tristezza, mentre Minokichi terrorizzato, capì cosa aveva fatto.
Il grido della dama della neve si confuse con il vento. Andò alla porta, la aprì e si difese al vento come un'onda bianca di neve.
Minokichi, disperato, cercò di chiamarla, corse fuori di casa, ma tutto fu inutile.
Aveva infranto l'incantesimo e non avrebbe mai più rivisto la sposa adorata.

D'inverno, di notte, presta attenzione al soffio del vento fra gli alberi. Forse è Yuki, la dama della neve, che piange di nostalgia.


sabato 22 febbraio 2014

Proverbio Giapponese sui Gatti

Neko ni Katsuobushi
Significato: Non fidarsi di nessuno se qualcosa è irresistibile.




-Haiku-

si sveglia
e sbadiglia, il gatto;
poi, l’amore

Hobayashi Issa


          22 Febbraio, in Giappone è la Giornata Nazionale dei Gatti

Ecco una delle mie leggende preferite sulle origini del Maneki Neko:

Una donna anziana che viveva a Imado (nella parte Est di Tokio) fu costretta a vendere il suo gatto a causa dell'estrema povertà. Poco dopo il gatto le apparve in un sogno e le disse di fare con l'argilla un'immagine che lo ritraeva; la donna lo fece, e subito dopo vendette la statuetta. Poi ne fece anche altre, e la gente continuava a comprarle, erano così ricercate che la donna diventò ricca e benestante.

venerdì 21 febbraio 2014

-Haiku-

L'Haiku è caratterizzato dalla struttura a tre versi, di 5, 7 e 5 sillabe.
Una poesia immediata e di estrema bellezza.

Non scordare:
noi camminiamo sopra l’inferno,
guardando i fiori

(Kobayashi Issa)


Vi presento la mia città preferito in Giappone, Nara dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1988. 
A Nara si possono incontrare Cerbiatti liberi che chiedono cibo ai turisti, il cerbiatto è il simbolo della cittadina, sono considerati sacri.
é stata un esperienza fantastica potere vedere così da vicino questi bellissimi animali e poterli accarezzare.



                                                            Ofuko-san

La Ofuko san è la figura simbolica della donna giapponese che ha vissuto felicemente la sua vita.
Il suo viso sereno e il suo fisico carnoso trasmettono l'idea della sua felicità.
Fin dai tempi antichi la Ofuko san è amata come una bambola che protegge la famiglia e porta gli affari in Giappone.